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Intenzione di lasciare la professione e riconoscimento del ruolo: evidenze da un questionario promosso dall’OPI di Trieste

Evidenze dalla survey OPI Trieste – 2025

Nel mese di maggio 2025, in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste ha promosso un’indagine conoscitiva sull’intenzione di lasciare la professione (Intention to Leave – ITL), con l’obiettivo di comprendere in modo strutturato il vissuto professionale degli infermieri del territorio.L’iniziativa si inserisce nel mandato istituzionale dell’Ordine di monitoraggio del benessere professionale e di dialogo costruttivo con le istituzioni sanitarie.

Il campione

Hanno partecipato 217 infermieri operanti nell’area di Trieste e provincia.
Età media: 39,5 anni.
Anzianità media di servizio: 14,9 anni.
Il 95,4% lavora in strutture pubbliche.

Intenzione di lasciare (ATS)

La media complessiva della Anticipated Turnover Scale è risultata pari a 3,86 su 7, indicando una propensione moderata all’abbandono.

Gli item con i valori più elevati riguardano il desiderio di lasciare il lavoro “se possibile” e il pensiero ricorrente di cambiamento.
Tuttavia, la ricerca attiva di un nuovo impiego presenta valori inferiori, suggerendo che l’intenzione è spesso latente e non immediatamente operativa.

Burnout

Emergono segnali di stanchezza e frustrazione, in particolare nella dimensione dell’esaurimento emotivo.
Rimane invece basso il livello di depersonalizzazione nei confronti dei pazienti.

Questo dato evidenzia una professione affaticata, ma ancora profondamente radicata nella propria responsabilità etica e assistenziale.

Riconoscimento e opportunità di crescita

La dimensione più critica riguarda lo status e il riconoscimento professionale.Gli infermieri esprimono in modo chiaro la percezione di una valorizzazione insufficiente, sia sul piano sociale sia su quello organizzativo.

Un dialogo aperto

I risultati emersi rappresentano una fotografia significativa del vissuto professionale degli infermieri del territorio e restituiscono indicazioni chiare sulle priorità percepite: riconoscimento del ruolo, sostenibilità organizzativa, prospettive di crescita e qualità del clima professionale. Pur trattandosi di un’indagine esplorativa, i dati mostrano elementi coerenti e convergenti che meritano attenzione istituzionale.

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste ritiene che tali dimensioni non possano essere interpretate come criticità individuali o episodiche, ma come questioni sistemiche strettamente connesse alla qualità dell’assistenza e alla stabilità del Servizio Sanitario. Il benessere professionale non è infatti un tema accessorio, bensì una variabile strutturale che incide sulla continuità assistenziale, sulla sicurezza delle cure e sulla capacità di attrarre e trattenere competenze.

Alla luce di queste evidenze, l’OPI di Trieste intende condividere i risultati con le Direzioni Aziendali e con la Regione, promuovendo un confronto tecnico fondato sui dati e orientato alla ricerca di soluzioni sostenibili. L’obiettivo non è quello di avanzare rivendicazioni di parte, ma di contribuire, nel rispetto del ruolo istituzionale dell’Ordine, alla costruzione di condizioni organizzative che valorizzino pienamente la professionalità infermieristica.

Il capitale umano infermieristico costituisce una risorsa strategica per il territorio, e la sua tutela è condizione essenziale per garantire qualità, sicurezza e innovazione nell’assistenza.L’Ordine conferma pertanto la propria disponibilità a un dialogo strutturato e continuativo con tutte le istituzioni coinvolte, con l’impegno a monitorare nel tempo l’evoluzione del fenomeno e a trasformare le evidenze raccolte in proposte concrete e misurabili.

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