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Riconoscimento economico a tutti gli infermieri e garanzia di prestazioni di qualità ai cittadini

A seguito delle dichiarazioni apparse su un volantino di pura propaganda elettorale, secondo le quali la proposta a breve termine dell’OPI Trieste di supportare il SSR  con attività professionali previste dal decreto legislativo n. 165 del 2001, “svenderebbe” gli infermieri, si precisa che: 

  • la proposta è, al momento, l’unica formulata in concreto e in grado di sopperire  al bisogno emergenziale  di assistenza  dei cittadini, nel rispetto della normativa vigente. Come OPI siamo aperti a qualsiasi suggerimento per il suo miglioramento e perfezionamento, sia da parte dei professionisti infermieri, che dalla società civile e dalle organizzazioni sindacali;
  • la proposta, pur nel rispetto dell’attuale normativa dell’esclusività dei professionisti infermieri alla pubblica amministrazione che, a differenza della professione medica non viene attualmente compensata economicamente dalle aziende, garantirebbe di far scegliere all’INFERMIERE se effettuare alcune ore di attività esterna autonoma, come del resto già avviene per tutte le ore di docenza e le altre attività autorizzate ad essere effettuate al di fuori dell’orario di servizio;
  • la proposta garantirebbe qualità di assistenza ai cittadini e risposta adeguata alle richieste, nella totale garanzia al professionista dettata dalle normative vigenti europee, garantendo quindi l’adeguata alternanza delle ore di lavoro e riposo del professionista, il quale sceglierebbe autonomamente quante ore “extra” prestare;
  • la proposta non può essere considerata una “svendita” in quanto i professionisti infermieri, nell’ambito extraistituzionale vengono tutelati dal punto di vista del riconoscimento economico dallo svolgimento di attività secondo i compensi previsti per l’attività libero professionale erogati direttamente dal privato e senza ricadere sulla finanza pubblica; 
  • la proposta tutela il cittadino, vista la cronica carenza di personale infermieristico, contenendo il rischio che le attività specifiche vengano effettuate da altro personale non sanitario  e non abilitato, tutelando, dunque, anche la comunità professionale dall’abusivismo.

Naturalmente trattandosi di una risposta a breve termine, la stessa non prescinde una serie di azioni già intraprese e pubblicamente promosse da questo OPI, finalizzate a tutelare e garantire i professionisti del settore privato in virtù della richiesta di equiparazione economica e contrattuale tra pubblico e privato.

Spiace costatare che una parte di infermieri, in vista delle elezioni OPI, utilizzi tale argomento allo scopo di screditare il lavoro fatto e già previsto dalla norma, che rappresenta un ulteriore passo in avanti per il riconoscimento professionale ed economico alla nostra figura così essenziale per il raggiungimento della salute per tutti ribadito anche dall’OMS.

Il Consiglio Direttivo OPI Trieste